Non è tempo per un good bye, di Giorgio Armillei

Difficile non restare un po' smarriti di fronte all’uno-due con cui The Economist apre il suo numero del 16 maggio. Unione europea e globalizzazione rischiano di saltare o quantomeno di tornare indietro, riportandoci ai tempi delle sovranità statali e delle barriere commerciali. Il che in un quadro di tensioni tra le potenze militari vuol dire anche rischiare di ritornare in una stato quasi hobbesiano della politica internazionale.L’analisi è severa. L’Unione europea sta andando a sbattere non solo per gli effetti diretti e indiretti della pandemia ma anche e soprattutto per la paralisi nella quale è piombata dopo il fallimento del referendum 2005 sul trattato costituzionale. Da quel momento il processo di progressivo aggiustamento e razionalizzazione dei poteri dell’Unione - mai interrotto dagli anni 50 del secolo sc [...]

25 Mag 2020 • Giorgio Armillei

I cattolici e l'antivirus liberale, di Giorgio Armillei

Ora che l’Unione europea ha imboccata la strada giusta - policy europea per un problema europeo di policy, senza doversi trasformare in quello che non vuole e non può essere, u [...]

03 Mag 2020 • Giorgio Armillei

Popcorn, barbari e Saragat, di Giorgio Armillei

Dal 5 dicembre 2016 l’opinione pubblica riformista si divide in tre. Chi ha da subito collocato Lega e M5s dalla stessa parte, due facce del medesimo alloggiamento populista. Due facce naturalmente con storie diverse ma che condividono un nocciolo duro: severo fastidio per le istituzioni liberali, chiusura sovranista anti UE e populismo macroeconomico. Chi ammette un all [...]

Quel che occorre all'Europa e all'Italia, di Luciano Iannaccone

Dopo il voto europeo l’Europa, come tutti sappiamo, è di fronte ad una alternativa radicale, di quelle che fanno la storia. O imboccare con decisione la strada dell’unità, per poter esercitare nel mondo quella concreta sovranità che i singoli Stati possono attingere solo attraverso di lei. O non fuoriuscire dalla complessità attuale, di cui a [...]

Per cosa votiamo domenica 26 maggio, di Giorgio Armillei

Oltre dieci anni fa, con un formidabile uno-due – discorso al Congresso delle Trade Unions del 2006 e discorso al Blenheim Palace del 2007 – Tony Blair squadernava le ragioni per cui continuare a leggere la politica britannica e soprattutto europea con gli occhiali della tradizionale distinzione tra destra e sinistra era sbagliato e dannoso [...]

Rileggendo il 25 aprile, di Giorgio Armillei

La festa del 25 aprile è stata l’occasione per riprendere in mano vecchie letture. Qualche pagina dei libri che nella prima metà degli anni novanta avevano dato vita a un appassionato dibattito in una fase di turbolenta transizione. Liberazione, resistenza, guerra civile irrompevano con nuova energia nella discussione pubblica, fin dentro la celebrazione del 25 aprile. &nb [...]

Errori e misfatti, di Luciano Iannaccone (segue)

Mentre la crisi del 2008 ha avuto cause esterne e globali, la situazione attuale ha in modo assolutamente prevalente cause interne, a partire dalle esternazioni e dalle azioni che hanno connotato nascita ed inizi del nuovo governo gialloverde. Nei primi due trimestri del 2018 il [...]

Raccontare un'altra storia, di Giorgio Armillei

“Un sia pure imperfetto ordine liberale offre più di quanto prende, distribuisce beni pubblici (condizioni favorevoli allo sviluppo economico, sostegno alla democrazia e quindi ai governi per consenso, preservazione della pace) il cui afflusso è nell’interesse di tutti non interrompere”. Cosi Panebianco in un suo recente articolo. [...]