Il PD di Veltroni, di Renzi e degli italiani

Comprensibile che il “veltronismo” di Veltroni scaldi i cuori e restituisca spessore e dignità alla discussione nell’Assemblea Nazionale del PD. Il discorso sulle radici da coltivare e sul futuro da conquistare - o da non perdere - sposta il focus sul piano simbolico mentre nel backstage impazzano i calcoli di convenienza su candidature e seggi. Giusto che sia così, l’uso simbolico della politica è un pezzo della politica. La sfida è sul futuro e non sui posti da senatore e da deputato. Veltroni ha ragione, per quanto il realismo della politologia ci inviti a inserire nell’equazione tutte le variabili. E la gran parte di noi nel Landino ha fatto da anni professione di realismo. Per cui a proposito della scissione ben più che il culto della tradizione e del “popolo della sinistra” vittime dell’arroganza di Renzi poté la probabilità di essere ricandidati e rieletti… Ora si capiscono anche le ragioni del NO di tanto gruppo dirigente del PD. Bene dunque il Ve [...]

20 Feb 2017 • Giorgio Armillei

Sull'assemblea del Pd

Ho seguito da casa i lavori dell’Assemblea. Ho capito Renzi, che aveva sbagliato a non indire il congresso subito dopo la sconfitta referendaria e che ha finalmente compreso che non si poteva and [...]

20 Feb 2017 • Stefano Ceccanti

Sinistra e tabù

E così dopo tre anni di per quanto precaria stabilità interna, cementata dal relativo successo esterno di Renzi e del suo governo, il PD torna a dividersi sonoramente. In parte è un film già visto [...]

15 Feb 2017 • Giorgio Armillei

Di giudici, corti e sentenze

Metto insieme tre spunti. La sentenza della Corte costituzionale sull’Italicum, un libro recente che studia i comportamenti dei giudici della Corte Suprema USA e la nomina del nuovo giudice che Trum [...]

14 Feb 2017 • Giorgio Armillei

Le unioni civili

http://www.huffingtonpost.it/stefano-ceccanti/unioni-civili-con-chi-ci-sta-non-aspettiamo-che-sia-la-corte-costituzionale-a-scrivere-la-legge_b_4536051.html [...]

Proporzionale no, grazie

Tra le mille dichiarazioni che si rincorrono nell’estenuante rompicapo della legge elettorale, Emanuele Macaluso concede a il Foglio una bella intervista piena di spunti arguti che meritano attenzione. Le conclusioni, apparentemente un po’ fuori dal coro, vanno nel senso di una chiamata alle elezioni con la legge che c’è, quella fabbricata dalla sentenza della Corte costituzionale. Elezioni [...]

La svolta di Firenze?

Il PD ha un cattolico come suo leader? Si tratta di una questione puramente biografica e del tutto irrilevante? Tra i suoi elettori i praticanti sono presenti in misura equivalente alla loro presenza nell’elettorato italiano, se non lievemente sovrarappresentati. Si apre una nuova fase del rapporto tra cattolicesimo italiano e vita politica? I prossimi anni possono segnare un passaggio in grado [...]

L'incertezza del diritto

La sentenza sul porcellum deve aver seminato un po’ di panico tra gli addetti ai lavori. Immediatamente dopo il comunicato della Corte si è scatenata una batteria di giuristi pro establishment per minimizzarne l’impatto: da Onida sul Sole24ore a Zagrebelsky su Repubblica ad Ainis sul Corriere della Sera. Compreso il pezzo tutto politico di Rodotà su Repubblica dal quale traspare pi [...]

I praticanti cattolici e le primarie

Secondo Diamanti tra il milione e 900 mila circa che hanno votato Renzi i praticanti cattolici assidui sono il 31 per cento, ossia circa 600 mila. Tra i circa 500 mila voti per Cuperlo i praticanti pesano il 20 per cento, ossia circa 100 mila. Tra i 400 mila per Civati il 19 per cento, ossia cufca 80 mila. [...]