I candidi e i silenti: percorsi del costituzionalismo conservatore, di Giorgio Armillei

Bizzarra e un po’ deludente la reazione della cultura costituzionalistica italiana alla nascita del governo giallo-verde. O per dire meglio di quella parte della cultura costituzionalistica che dai referendum elettorali del 1991 al referendum costituzionale del 2016 non ha fatto altro che invocare la difesa della costituzione materiale contro i tentativi ritenuti surrettizi e obliqui di suo stravolgimento. Bizzarra perché dentro la comune casa del conservatorismo costituzionale finiscono per l’abitare sia i candidi, quelli che si sorprendono perché sotto i colpi dei partiti populisti vanno in frantumi l’art.92 e l’art.95 della costituzione, finisce con l’essere minacciato l’art.67, ondeggia paurosamente l’art.111, sembrano resistere agli attacchi l’art.81 e l’art.117; che i silenti, tutti coloro cioè che sono passati dallo stracciarsi le vesti per i 30 anni di riforme costituzionali ed elettorali alla contemplazione muta – con repentine parziali apparizioni co [...]

21 Mag 2018 • Giorgio Armillei

Pd e Governo, di Luciano Iannaccone

Riassunto delle puntate precedenti: il voto del 5 marzo ha sancito il consenso popolare alla coalizione di centro-destra, Lega in testa, da una parte e al Movimento 5 Stelle dall’altra, con la sconf [...]

09 Mag 2018 • Stefano Ceccanti

Osservazioni sull'esito referendario

di Giovanni Bianco Il risultato del referendum costituzionale è più roseo del previsto. Fa un certo effetto vedere Renzi comparire davanti agli schermi con un atteggiamento ben diverso da quello di pochi giorni fa, pronto a riconoscere i meriti dell'avversario, disposto ad affermare la vittoria della democrazia, dimissionario senza se e senza ma. Si chiude una fase della politica italia [...]

Cattolici e referendum: riformisti vs resistenti (ancora sull’articolo di Franco Monaco)

di Vittorio Ferla La fine del secolo scorso è stata caratterizzata da importanti transizioni sul piano internazionale (la fine del bipolarismo Usa-Urss in special modo) e sul piano nazionale (l’esaurimento del sistema dei partiti della Prima Repubblica). La transizione italiana è stata lunga e, per molti, non si è ancora completata. Fin dall’inizio, alcuni dei protagonis [...]

Palude, populismo e SI: ancora su Franco Monaco

Il confronto tra il Sì e il No al referendum è stato molto serrato, anche duro in qualche caso. Non conviene trasformare questa fase di confronto democratico in una resa dei conti, a maggior ragione se i conti vengono fatti male. Se poi questa resa dei conti viene iniettata in dosi consistenti nell’arcipelago del mondo cattolico le cose si complicano ancora di più. Qui infatti il riformismo i [...]

La mia risposta a Franco Monaco

Dal mio punto di vista segnalo che la riflessione è più debitrice di Duverger e della riflessione della sinistra non comunista francese (compresa quella personalista) sulla crisi della Quarta Repubblica e sull'impossibilità di governare uno Stato sociale moderno (quello che delineano le parti di principio di entrambe le Costituzioni) con istituzioni deboli e partiti deboli: http://www.lan [...]

Una risposta a Franco Monaco (che si chiede perché tanti cattolici hanno votato "sì" al referendum)

L’intervento di Franco Monaco su cattolici e referendum ( http://www.c3dem.it/cattolici-e-referendum/ ) è un prezioso contributo al dibattito. Innanzitutto, da sostenitore del “sì”, lo ringrazio per la buona notizia che mi dà. La maggioranza dei cattolici ha votato “sì”. Avevo la stessa sensazione, ma, se ce l’ha anche un [...]

Per non farsi franceschinizzare

Non farsi risucchiare dal buco nero della prima repubblica, dice bene Claudio Cerasa su il Foglio. Ma come si fa? Se non fosse stato chiaro prima del voto ora è evidente: l’unico che incasserà la vittoria del NO sarà il populismo giudiziario del Movimento cinque stelle. Non Bersani, non D’Alema, non Berlusconi, non Monti e il robusto e infido plotone d’esecuzione La Repubblica, Corriere d [...]

NOworld

Sono sotto i nostri occhi i primi effetti del NO. Sono bastate 12 ore e come in una puntata di Westworld i residenti del parco a tema “le gioie del parlamentarismo” hanno ricominciato a dare esecuzione al software. Pensano di essere autonomi ma eseguono istruzioni già scritte: le istituzioni politiche non sono uno scherzo e sono tutt’altro che sovrastruttura. Stabiliscono il campo di gioco, [...]

Il buon politico secondo Don Sturzo

di Tonio Dell'Olio “C’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia. è anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune, e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati, e l’altra (che non sarebbe morale né moralizzabile) della vita pubblica. La mia esperienza [...]

Continuiamo comunque

La sconfitta è netta. La settimana era terminata con una dose di rivincita, una specie di ritorno sul trono del principio di realtà. Trump nomina un uomo Goldman Sachs al Tesoro e un generale interventista e internazionalista, anche se di destra, alla Difesa. Altro che rust belt e isolazionismo. David Davis e Boris Johnson, rispettivamente ministro per Brexit e ministro degli esteri di Theresa M [...]