LEA e rappresentanza territoriale del nuovo Senato di S.Curreri

LEA e rappresentanza territoriale del nuovo Senato (in Huffington Post, 22 novembre 2016 e in lacostituzione.info, 22 novembre 2016) Si è molto discusso in queste settimane sulla natura della rappresentanza dei nuovi senatori. Secondo i sostenitori del NO alla riforma, costoro saranno, come oggi, rappresentanti dei partiti politici e non dei territori di provenienza, e quindi si organizzeranno all’interno del nuovo Senato e voteranno secondo logiche di schieramento partitico, con buona pace degli interessi regionali e comunali di cui dovrebbero essere portavoce. Al contrario, secondo i sostenitori del SI, la rappresentanza territoriale prevarrebbe sulla rappresentanza politica, per cui i senatori si farebbero interpreti nel nuovo Senato degli interessi dei loro territori, così come interpretati e ricostruiti da partiti che sarebbero in tal senso chiamati ad uno sforzo di radicamento territoriale, cioè, in definitiva, a “regionalizzarsi”. A me pare evidente che, così as [...]

29 Nov 2016 • Isabella Nespoli

Non congeliamo le riforme

Nei passaggi tra crisi, transizione e consolidamento di un assetto delle istituzioni politiche ci sono pagine che a un certo punto vanno necessariamente chiuse. Non perché non si possano mantenere eq [...]

28 Nov 2016 • Giorgio Armillei

Padre Occhetta sul referendum costituzionale

Referendum: Civiltà Cattolica offre un confronto “sereno, franco e nel rispetto delle opinioni” Padre Francesco Occhetta spiega il senso della riforma, illustrando la differenza tra i princi [...]

28 Nov 2016 • Stefano Ceccanti

La lezione di Margaret Thatcher

L’avevamo capito subito che non era difficile scegliere tra il sinistrismo laburista di Michael Foot e la voglia di cambiamento di Margaret Thatcher. Anche l’azione militare nelle Falkland aveva le sue ragioni, ma lì dovemmo attendere l’invasione del Kuwait per riabilitare a sinistra, aggiornandoli al quadro contemporaneo, il concetto di guerra giusta e quello di uso della forza per l&apo [...]

Il dibattito su c3 dem: bipolarismo sì, ma meglio

Il portale www.c3dem.it ha inziaito un dibattito sul futuro del bipolarismo. Ottima idea. Mi sembra però che si debbe partire da una chiara distinzione tra le scelte degli elettori e le regole istituzionali. Che ci siano delle ondate che mettono in discussione gli schieramenti pre-esistenti, con effetti passeggeri o permanenti, rientra nelle legittime possi [...]

Il prestigio di Monti in Europa ...

A proposito del supposto prestigio in Europa di Monti, date un'occhiata a come la UE ci ha scaricato nella disputa con l'India. Monti e Grillo continuano a minare la nostra democrazia. Rispettivamente, da dentro e da fuori. Il Pd deve averlo intuito e deve aver rivisto in questa tenaglia antisistema qualcosa delle proprie origini. Senza che si oda voce contraria, si spende compatto [...]

La vocazione minoritaria di Elisabetta Gualmini (da La Stampa, 12.3.2013)

L’ostinata, surreale rincorsa a una «alleanza di combattimento» (già il nome è come il cigolio del gesso su una lavagna nera) con il M5S, l’unica forza politica che esclude per statuto l’offerta di stampelle a qualsiasi partito (figuriamoci a quella «classe politica non credibile che ha portato il paese alla devastazione» così l’on. Bonafede), la dice lunga. Difficile pensare che i [...]

Tutti costituzionalisti

Italiani tutti costituzionalisti, come giustamente ironizza Giovanni Guzzetta. Provo anche io a partecipare con tre pensieri. Suona un po’ ingenuo stracciarsi le vesti sul divieto di mandato imperativo come se ci si trovasse nel bel mezzo del dibattito sette-ottocentesco e non in una democrazia di massa con partiti da democrazia di massa. Per rintuzzare certe semplificazioni provocatorie del [...]

Qualche domanda

1. Dopo l'esplicito attacco all'art.67 della Costituzione (divieto di mandato imperativo come pilastro della democrazia) restano dubbi sul carattere antidemocratico del M5S? (Come mai i cultori della "legalità" e del "sacro testo" tacciono?) 2. Il fatto che si sia così presto arrivati ad un gesto tanto estremo da parte di Grillo non significa che va perdendo il controllo sugli elett [...]

Grillo come l’Algeria (del 1958)

Alcuni tra noi l’avevano detto. C'era un salto generazionale da fare. Un salto anagrafico e un salto culturale. Nella leadership personalizzata, sì, personalizzata come in tutte le grandi democrazie, che parla all’elettorato, non negli apparati che parlano ai militanti. Ma non è servito. Alcuni tra noi l’avevano detto. C'era una risposta credibile da dare: tagliare e liberalizza [...]

Uno sguardo alla scena politica dopo il voto

A me paiono 5 i principali effetti del voto del 24 e 25 Febbraio. 1. Sconfitta (ennesima) inflitta dall'elettorato italiano al centro ed al centrismo. Questa volta si trattava di un centro quanto mai prima d'ora sponsorizzato (presidenza della Repubblica, autorità ecclesiastiche, sindacati, associazioni d'interesse, media, intellettuali ...) e, di conseguenza, quella inflitta è [...]