Il cattolicesimo politico come antidoto al populismo, di Giorgio Armillei

Era inevitabile e per molti versi anche auspicabile. Il centenario dell’Appello ai liberi e forti di Sturzo ha messo in moto una discussione pubblica su cattolici, politica e classe dirigente. Inevitabile: è il centenario di un evento cruciale nella storia politica del Novecento. E auspicabile: la semplificazione nazionalpopulista intorno a élite e classi dirigenti è oltre il livello di guardia, urgono alternative. Grande è l’attualità del popolarismo sturziano in una fase politica schiacciata tra nazionalismo identitario e afasia della sinistra, dice Galli della Loggia sulla prima pagina del Corriere della sera del 18 gennaio. Una ripresa del cattolicesimo politico in questa versione significherebbe creare un’alternativa popolare all’ondata populista e provare a pescare nuovi brani di classi dirigenti nel mondo cattolico, ancora (forse) ricco di personalità e di preparazione. [...]

09 Feb 2019 • Giorgio Armillei

Il Landino l'Europa e i riformisti, di Vittorio Ferla

Fino a pochi anni fa l’Europa era un tema per addetti ai lavori. Oggi non è più così. L’avanzata delle forze populiste che mettono al centro della loro narrativa ideolo [...]

09 Feb 2019 • Giorgio Armillei

Il renzismo ha esaurito la sua spinta propulsiva?

Si va allungando la lista di quanti negli ultimi giorni invitano a riflettere politicamente sugli effetti del voto del 4 dicembre. Salvati, Petruccioli, Parisi, Cerasa in particolare insistono su un punto: non bastano i ragionamenti tattici di breve periodo, votiamo a giugno o votiamo nel 2018, rieleggiamo o non rieleggiamo subito il segretario del PD, mettiamo mano a una rifondazione del PD o ric [...]

CGIL e tabù

Si chiama tabù, qualcosa di cui non si può parlare. Nel linguaggio comune e in quello degli addetti ai lavori: sono tabù idee, oggetti, azioni il cui contatto è ritenuto pericoloso, quindi da evitare. Meglio non parlarne e ovviamente chi lo fa va immediatamente sotto processo: ha infranto una delle regole cardine della comunità. La comunità coltiva il tabù e ne assicura il rispetto. Nel [...]

L'album dei ricordi

La tripletta del 2016 (Brexit, Trump, NO) sembra aver annientato le prospettive della “sinistra di centro” uscita vincitrice dalla fine del secolo breve. Quella sinistra si fonda su due assunti. Il primo è la democrazia governante che prende decisioni e viene periodicamente giudicata sui risultati: meno politica ma una politica più forte. Per la sinistra di centro la democrazia è dunque dec [...]

Ancora sul Referendum costituzionale - L. Lochi

Ancora sul Referendum costituzionale Luigi Lochi Questo intervento intendere chiudere, per quanto mi riguarda, le riflessioni intorno alla Riforma costituzionale e al suo Referendum. Spinto a ciò unicamente per tentare di ripristinare qualche frammento di verità in mezzo alle tante sciocchezze che si sono ascoltate e lette. Appartengo ad una generazione che negli anni nova [...]

Intorno ad alcune confutabili tesi dei sostenitori del "si"

di Giovanni Bianco Ho letto con viva attenzione, in questi giorni di intenso dibattito postreferendario, alcuni articoli e contributi di convinti ed appassionati sostenitori del "si", ritrovandovi spesso pregiudizi e talora persino stereotipi. E anzitutto riduttivo bollare i sostenitori del "no" quali conservatori. Su quali basi politiche, storiche e culturali si basa una definizione così aff [...]

Osservazioni sull'esito referendario

di Giovanni Bianco Il risultato del referendum costituzionale è più roseo del previsto. Fa un certo effetto vedere Renzi comparire davanti agli schermi con un atteggiamento ben diverso da quello di pochi giorni fa, pronto a riconoscere i meriti dell'avversario, disposto ad affermare la vittoria della democrazia, dimissionario senza se e senza ma. Si chiude una fase della politica italia [...]

Cattolici e referendum: riformisti vs resistenti (ancora sull’articolo di Franco Monaco)

di Vittorio Ferla La fine del secolo scorso è stata caratterizzata da importanti transizioni sul piano internazionale (la fine del bipolarismo Usa-Urss in special modo) e sul piano nazionale (l’esaurimento del sistema dei partiti della Prima Repubblica). La transizione italiana è stata lunga e, per molti, non si è ancora completata. Fin dall’inizio, alcuni dei protagonis [...]

Palude, populismo e SI: ancora su Franco Monaco

Il confronto tra il Sì e il No al referendum è stato molto serrato, anche duro in qualche caso. Non conviene trasformare questa fase di confronto democratico in una resa dei conti, a maggior ragione se i conti vengono fatti male. Se poi questa resa dei conti viene iniettata in dosi consistenti nell’arcipelago del mondo cattolico le cose si complicano ancora di più. Qui infatti il riformismo i [...]

La mia risposta a Franco Monaco

Dal mio punto di vista segnalo che la riflessione è più debitrice di Duverger e della riflessione della sinistra non comunista francese (compresa quella personalista) sulla crisi della Quarta Repubblica e sull'impossibilità di governare uno Stato sociale moderno (quello che delineano le parti di principio di entrambe le Costituzioni) con istituzioni deboli e partiti deboli: http://www.lan [...]