“Defraudare gli operai”: un peccato che grida vendetta

di Gianfranco Formenton  Nel Catechismo della Dottrina Cristiana (pubblicato da Pio X) c’è un elenco di virtù, vizi e peccati tra i quali mi hanno sempre colpito «I quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio: omicidio volontario; peccato impuro contro natura; oppressione dei poveri; frode nella mercede agli operai». Non so perché molti politici cattolici siano così sensibili quanto ai primi due e dimostrino invece elasticità. apatia e tolleranza quando si tratta degli altri due. Opprimere i poveri e defraudare gli operai è equiparato all’omicidio, il che porta a desumere che in qualche modo chi compie tali azioni sia più o meno come un assassino e cioè un delinquente, oltre che un peccatore. Mi meraviglia il silenzio di chi dovrebbe gridare “vendetta” (al cospetto di Dio, per carità!) di fronte all’arroganza di chi sta pianificando un’oppressione globale che aumenta la povertà, le disuguaglianze nei confronti degli operai di tutto [...]

11 Dic 2015 • Giovanni Bianco

La difesa del bene comune

di Vito Mancuso Nel discorso di ieri, atteso dall´Italia con un interesse forse mai avuto prima per le parole di un Presidente della Cei, il cardinal Bagnasco ha disposto le artiglierie, ha caricato [...]

11 Dic 2015 • Giovanni Bianco

Se il centrodestra gioca con la Costituzione

di Pietro Rescigno Caro direttore, la maggioranza di centro-destra, non contenta di ‘manipolare´ la seconda parte della Costituzione, quella che riguarda l´organizzazione dello Stato e la relazio [...]

11 Dic 2015 • Giovanni Bianco

I M P E R D I B I L E !

Imperdibile Veltroni sul "Corriere della sera" di oggi (p.10). In sintesi: dato che la questione è dirimente conviene che noi politici ci teniamo da parte. (L'originale è migliore del riassunto). [...]

Nuovi referendum elettorali inammissibili o non condivisibili

I 3 quesiti elettorali depositati venerdì... Il primo è condivisibile ma inammissibile perchè, alla giusta e corretta eliminazione delle candidature multiple, aggiunge l'abrogazione dei riferimenti all'ordine di lista senza poter far rivivere nè i collegi uninominali nè le preferenze con la conseguenza che crea un vuoto da qui la sua inammissibilit [...]

Un sì conservatore

La vittoria del sì rischia di trasformarsi in un grande segnale di conservazione. Di conservazione e di arretramento. Si torna a fare confusione tra pubblico e statale, trascurando anche principi costituzionali. Si finisce con il pensare che i monopoli pubblici siano più efficienti delle politiche di regolamentazione, che pure hanno i loro problemi. Si assolutizza il principio di precauzione e s [...]

Un'umiliazione per il Pd

    Per definizione nei referendum non si va per il sottile, perché l’elettore non è un legislatore e non ha bisogno di conoscere tutti i distinguo necessari a fare una buona legge. Risponde su un’indicazione di fondo – ai politici di tradurla in normative. Nel caso dei due referendum sull’acqua i fronti sono chiarissimi: sì, cioè no alla possibilità di privatizzazione nei [...]

Acqua, due sì. Poi riscriviamo le regole Servono vere e moderne norme di regolazione dei servizi pubblici locali - M. Causi

(Ho ricevuto, e voglio condividere con voi, questo articolo del Sen. PD Marco Causi)   La riforma dei servizi pubblici locali approvata a colpi di voti di fiducia fra il 2008 e il 2009 è, allo stesso tempo, pericolosa e carente. Il pericolo è una spinta non controllata in direzione di privatizzazioni senza liberalizzazioni. La carenza è l’assenza di un quadro di regolazione forte, affi [...]

dal Riformista di oggi, venerdì 10 giugno

Non ci si rimette alla libertà di coscienza e attenti ai quesiti sull'acqua di Stefano Ceccanti I partiti non possono scomparire durante i referendum: questi ultimi si indirizzano contro leggi del Parlamento e, per di più, normalmente necessitano di interventi parlamentari successivi. Dire che un partito si rimette alla libertà di coscienza significa abdi [...]

NO ai referendum sull'acqua. Soprattutto sulla scheda gialla.

Cosa contiene di così “mercatisticamente” pericoloso la regolamentazione attuale dei servizi pubblici locali che i referendari ci propongono di abrogare? Sì, perché di questo si tratta, ben al di là del servizio idrico. A cadere sotto il si del referendum sarebbe l’intera disciplina dei servizi pubblici locali - con l’eccezione di alcune normative di settore (elettricità, gas, farmac [...]