Dossettiano e basta. Come sbagliare su Grillo e dintorni

Guido Formigoni nel suo bel libro su Aldo Moro uscito qualche mese fa lo definisce dossettiano e un po’ degasperiano, facendo così spazio al tentativo di sintetizzare, diciamo così, le esigenze della democrazia come processo di legittimazione con quelle della democrazia come processo di decisione. La democrazia governante, in altri termini. Un giudizio saggio ed equilibrato. Nel guardare non da storico ma da militante all’itinerario del PD da Veltroni a Renzi questo saggio equilibrio interpretativo si rompe e Formigoni finisce con l’adottare uno schema di lettura rigidamente dossettiano, incontrando così sulla sua strada tutto il corteo del conservatorismo costituzionale e politico della sinistra italiana, da quella azionista a quella post comunista. Lo schema è presto sintetizzato. La crisi del PD non è contingente o elettorale. Al contrario è strutturale e politica: è la crisi di un modello di transizione che ha egemonizzato la storia politica italiana degli ultimi [...]

11 Apr 2017 • Giorgio Armillei

Il NO perde anche quando vince

La sfera pubblica in una società aperta è questo: dialogo a tutto campo con piena cittadinanza per idee, argomenti, progetti, critiche, si e no, alleanze e conflitti. Le coalizioni del NO, anche qua [...]

11 Apr 2017 • Giorgio Armillei

Rosy Bindi: un sincero malinconico tramonto

In un’intervista serrata e sincera a il Fatto del 10 aprile Rosy Bindi mostra tutte le contraddizioni del suo itinerario politico degli ultimi 20 anni. Contraddizioni che non sono ovviamente solo le [...]

11 Apr 2017 • Giorgio Armillei

La prossima rivoluzione francese

In principio era la distinzione destra – sinistra, una distinzione essenzialmente fatta di classi economiche e di fiducia nell’interventismo statale. C’erano certo anche altri fattori all’oper [...]

10 Mar 2017 • Giorgio Armillei

Le unioni civili

http://www.huffingtonpost.it/stefano-ceccanti/unioni-civili-con-chi-ci-sta-non-aspettiamo-che-sia-la-corte-costituzionale-a-scrivere-la-legge_b_4536051.html [...]

Proporzionale no, grazie

Tra le mille dichiarazioni che si rincorrono nell’estenuante rompicapo della legge elettorale, Emanuele Macaluso concede a il Foglio una bella intervista piena di spunti arguti che meritano attenzione. Le conclusioni, apparentemente un po’ fuori dal coro, vanno nel senso di una chiamata alle elezioni con la legge che c’è, quella fabbricata dalla sentenza della Corte costituzionale. Elezioni [...]

La svolta di Firenze?

Il PD ha un cattolico come suo leader? Si tratta di una questione puramente biografica e del tutto irrilevante? Tra i suoi elettori i praticanti sono presenti in misura equivalente alla loro presenza nell’elettorato italiano, se non lievemente sovrarappresentati. Si apre una nuova fase del rapporto tra cattolicesimo italiano e vita politica? I prossimi anni possono segnare un passaggio in grado [...]

L'incertezza del diritto

La sentenza sul porcellum deve aver seminato un po’ di panico tra gli addetti ai lavori. Immediatamente dopo il comunicato della Corte si è scatenata una batteria di giuristi pro establishment per minimizzarne l’impatto: da Onida sul Sole24ore a Zagrebelsky su Repubblica ad Ainis sul Corriere della Sera. Compreso il pezzo tutto politico di Rodotà su Repubblica dal quale traspare pi [...]

I praticanti cattolici e le primarie

Secondo Diamanti tra il milione e 900 mila circa che hanno votato Renzi i praticanti cattolici assidui sono il 31 per cento, ossia circa 600 mila. Tra i circa 500 mila voti per Cuperlo i praticanti pesano il 20 per cento, ossia circa 100 mila. Tra i 400 mila per Civati il 19 per cento, ossia cufca 80 mila. [...]