Camaldoli 2018. Giorgio Armillei: il 4 marzo non ha vinto la destra

1. Sgombrare il campo Cerchiamo innanzi tutto di sgombrare il campo degli equivoci. Il 4 marzo non ha vinto la destra: ha vinto il nazional populismo che una cosa diversa dalla destra, ne include tracce come include tracce di sinistra, ma è una cosa diversa. è populismo politico, il che significa fastidio per la democrazia rappresentativa e per la rule of law, chiusura identitaria e nazionalista. è populismo economico, il che significa fastidio per le compatibilità, fastidio per i conti pubblici in ordine, ricorso alle degenerazioni statalistiche del keynesismo. è populismo giudiziario, il che significa adozione del paradigma accusatorio nella lettura e nella prassi di funzionamento del sistema politico. Ma non è destra. Dopo il 4 marzo e dopo la formazione del governo le istituzioni democratiche, pur subendo il medesimo stress cui sono sottoposte da anni tutte le democrazie avanzate, non sono affatto prossime a cedere. Le pulsioni autenticamente autoritarie restano una minoran [...]

03 Set 2018 • Giorgio Armillei

Camaldoli 2018. Salvatore Curreri: ritorno al futuro.

1. Obiettivo del mio intervento è offrire elementi di riflessione dal punto di vista strettamente giuridico-costituzionale sull’attuale situazione politica e sui suoi futuri sviluppi, cercando di n [...]

03 Set 2018 • Giorgio Armillei

Uomini contro? di Luciano Iannaccone

C’è generale consenso nel giudizio complessivo sulla situazione politica italiana del voto e dopo il voto: Salvini e i 5 Stelle  (pur con promesse impossibili, pena il dissesto dello Stato italian [...]

10 Lug 2018 • Isabella Nespoli

Palude, populismo e SI: ancora su Franco Monaco

Il confronto tra il Sì e il No al referendum è stato molto serrato, anche duro in qualche caso. Non conviene trasformare questa fase di confronto democratico in una resa dei conti, a maggior ragione se i conti vengono fatti male. Se poi questa resa dei conti viene iniettata in dosi consistenti nell’arcipelago del mondo cattolico le cose si complicano ancora di più. Qui infatti il riformismo i [...]

La mia risposta a Franco Monaco

Dal mio punto di vista segnalo che la riflessione è più debitrice di Duverger e della riflessione della sinistra non comunista francese (compresa quella personalista) sulla crisi della Quarta Repubblica e sull'impossibilità di governare uno Stato sociale moderno (quello che delineano le parti di principio di entrambe le Costituzioni) con istituzioni deboli e partiti deboli: http://www.lan [...]

Una risposta a Franco Monaco (che si chiede perché tanti cattolici hanno votato "sì" al referendum)

L’intervento di Franco Monaco su cattolici e referendum ( http://www.c3dem.it/cattolici-e-referendum/ ) è un prezioso contributo al dibattito. Innanzitutto, da sostenitore del “sì”, lo ringrazio per la buona notizia che mi dà. La maggioranza dei cattolici ha votato “sì”. Avevo la stessa sensazione, ma, se ce l’ha anche un [...]

Per non farsi franceschinizzare

Non farsi risucchiare dal buco nero della prima repubblica, dice bene Claudio Cerasa su il Foglio. Ma come si fa? Se non fosse stato chiaro prima del voto ora è evidente: l’unico che incasserà la vittoria del NO sarà il populismo giudiziario del Movimento cinque stelle. Non Bersani, non D’Alema, non Berlusconi, non Monti e il robusto e infido plotone d’esecuzione La Repubblica, Corriere d [...]

NOworld

Sono sotto i nostri occhi i primi effetti del NO. Sono bastate 12 ore e come in una puntata di Westworld i residenti del parco a tema “le gioie del parlamentarismo” hanno ricominciato a dare esecuzione al software. Pensano di essere autonomi ma eseguono istruzioni già scritte: le istituzioni politiche non sono uno scherzo e sono tutt’altro che sovrastruttura. Stabiliscono il campo di gioco, [...]

Il buon politico secondo Don Sturzo

di Tonio Dell'Olio “C’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia. è anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune, e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati, e l’altra (che non sarebbe morale né moralizzabile) della vita pubblica. La mia esperienza [...]

Continuiamo comunque

La sconfitta è netta. La settimana era terminata con una dose di rivincita, una specie di ritorno sul trono del principio di realtà. Trump nomina un uomo Goldman Sachs al Tesoro e un generale interventista e internazionalista, anche se di destra, alla Difesa. Altro che rust belt e isolazionismo. David Davis e Boris Johnson, rispettivamente ministro per Brexit e ministro degli esteri di Theresa M [...]

Perché sì- quotidiano nazionale di oggi

Perché Sì. Il bivio tra decisione e impotenza di Stefano Ceccanti Nel marzo 1993, su spinta del movimento referendario, venne varata la legge sui sindaci che determinò su quel livello il passaggio dall’impotenza alla decisione come le distingueva Duverger: si varava al tempo stesso un sistema più democratico, perché gli elettori decidevano direttamente sul governo (dato che i partiti [...]

Brevi riflessioni critiche sulla "controriforma costituzionale"

di Giovanni Bianco Domani ci si recherà alle urne. Negli ultimi infuocati giorni di campagna elettorale il premier è comparso in ogni canale televisivo nazionale, persino più di quanto apparisse in passato Berlusconi, in qualsiasi ora del giorno. E' comparso anche dietro la sua scrivania con voce tonante, da autentico piazzista, pronunciando slogan contro le presunte "grosse bufale" de [...]