Rileggere Bachelet quarant’anni dopo, di Stefano Ceccanti

Oggi 12 febbraio 1980 ricorrono i quarant’anni dell’assassinio del professor Vittorio Bachelet nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza ad opera delle Brigate Rosse.Molto si potrebbe dire su Vittorio Bachelet, in quel momento oltre che docente universitario anche vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura ed in precedenza condirettore del periodico della Fuci “Ricerca” sotto la presidenza di Alfredo Carlo Moro e Presidente dell’Azione Cattolica Italiana negli anni del Concilio Vaticano II. Una delle personalità chiave di quello che è stato definito il cattolicesimo democratico, che è stato particolarmente colpito dal terrorismo brigatista, come dimostrano anche i casi di Aldo Moro, di Piersanti Mattarella e Roberto Ruffilli. “Uccidono sempre gli stessi”, fu il commento di Nilde Jotti a Maria Eletta Martini alla Camera dei Deputati il giorno de [...]

12 Feb 2020 • il Landino

La quarta via, di Giorgio Armillei

Mentre politics e policy continuano a mescolarsi - dal che il PD firma un armistizio sulla prescrizione che non si capisce quanto dipenda dai suoi orientamenti di policy e quanto [...]

09 Feb 2020 • Giorgio Armillei

Altro che Greta, di Giorgio Armillei

Altro che Greta Thunberg. Ora il personaggio dell’anno rischia di diventare Boris Johnson. La sua vittoria, prevista sì ma non con quelle dimensioni, può infatti trasformarsi [...]

17 Dic 2019 • Giorgio Armillei

A cosa serve la scissione, di Giorgio Armillei

Abbiamo letto di tutto in questi giorni a proposito della costituzione di Italia viva di Renzi. Un’operazione superficiale, ipocrita, rancorosa, infantile. Come il suo artefice. Quando è andata bene l’uscita di Renzi dal PD è stata definita inutile. Forse proprio da coloro – uno tra tutti, Franceschini - che la temono di più, al netto della superficialità dell’ipoc [...]

Lettera a uno scissionista, di Giorgio Tonini

Giorgio Tonini ha originariamente scritto una lettera quasi identica alla presente a una persona che ha lasciato il Pd per Italia Viva. La pubblichiamo qui con qualche adattamento che spersonalizza e che pone in modo esigente alcuni problemi: [...]

La scissione di Renzi: una strada ri-aperta. Che anche altri possono intraprendere (da "il Foglio" del 20.09.2019)

Il punto non è la coerenza di Renzi. (Basta ricordare che fu lui a portare il Pd nel Partito Socialista Europeo.) Il punto non è la sua capacità di leader. (A volte più che un leader sembra una celebrity.) Il punto non è la sua abilità tattica. (È riuscito nell’impresa di dimezzare un consenso del 40% e a perdere un referendum già vinto.) [...]

Orazio ed i tre Curiazi, di Luciano Iannaccone

Forse Matteo Renzi, nell’ultimo mese e mezzo, si è ispirato alla strategia dell’Orazio rimasto solo contro i tre Curiazi nella sfida evocata da Tito Livio: affrontarli uno alla volta. Perciò quanto potrebbe nel suo caso apparire contraddittorio se visto staticamente, non lo è se  si coglie la logica dinamica che regge l’insieme. [...]