Un sì con disincanto, di Giorgio Armillei

Si avvicina il referendum confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari. Sarebbe naturale trovare tutti i liberali, conservatori e riformisti, dalla parte del no in ragione dell’intenzione populista e illiberale della riforma. Ma come spesso accade anche il voto di settembre non riguarda principalmente la policy di riforma costituzionale. Il merito isolato dal contesto di politics non ha un peso decisivo. Vediamo perché.Al netto di ogni altra considerazione di contesto, ridurre il numero dei parlamentari può generare processi decisionali più efficienti (diminuisce quella che Sartori chiamava la sterilità del processo decisionale) e spuntare gli artigli delle lobby, ridimensionando in modo funzionale il loro peso nel processo decisionale. Ovviamente tra efficienza e rappresentatività (effetti delle decisioni sugli interessi degli elettori) c’è un trade off ma le controindicazioni di u [...]

14 Ago 2020 • Giorgio Armillei

Giovanni Bachelet al CSM, 12 febbraio 2020

1.     Saluto e ringrazio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il vice Presidente David Ermini, il Ministro Buonafede, il primo presidente della Corte di Cassazione, il Procuratore Generale, i consiglieri per l’impegno a mantenere viva la memoria di mio padre e per l [...]

Rileggere Bachelet quarant’anni dopo, di Stefano Ceccanti

Oggi 12 febbraio 1980 ricorrono i quarant’anni dell’assassinio del professor Vittorio Bachelet nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza ad opera delle Brigate Rosse.Molto si potrebbe dire su Vittorio Bachelet, in quel momento oltre che docente universitario anche vice-presidente del [...]

La quarta via, di Giorgio Armillei

Mentre politics e policy continuano a mescolarsi - dal che il PD firma un armistizio sulla prescrizione che non si capisce quanto dipenda dai suoi orientamenti di policy e quanto dall’urgenza tutta di politics di non mandare per aria il governo Conte bis; la Lega che prima ha votato la soppressione della prescrizione, un po' per convinzione un po' per convenienza, ora spara [...]

Altro che Greta, di Giorgio Armillei

Altro che Greta Thunberg. Ora il personaggio dell’anno rischia di diventare Boris Johnson. La sua vittoria, prevista sì ma non con quelle dimensioni, può infatti trasformarsi in qualcosa di diverso dal cupo e noioso “miserabilism” del populismo britannico, di destra e di sinistra. Ovviamente senza farsi alcuna illusione e senza dimenticare i limiti dentro i quali Johns [...]

Cattolici e giustizia penale, di Giorgio Armillei

Prosegue ormai da settimane senza risultati la trattativa tra PD e M5s sui temi della giustizia penale, nonostante i vincoli del giusto processo previsi dall’art.111 della Costituzione siano messi palesemente in discussione dalla sospensione della prescrizione che andrà in vigore il 1 gennaio 2020. L’attivismo delle Procure non dà segni di arretramento, rendendo sempre p [...]

Non giocare con l'odio, di Luciano Iannaccone

Troppi condannano negli altri l’odio, vero o supposto, ma lo fanno con un disprezzo ed un livore  che ne sono eco. Infatti non c’è soltanto l’odio dei sentimenti e delle parole gridate, ma anche l’odio teologico che brucia l’avversario in effigie. C’è gran confusione sui social, s [...]