un altro sì motivato alla riforma: l'editoriale di Luigi Covatta su Mondoperaio di maggio

editoriale Finis Austriae Luigi Covatta La retorica della finis Austriae si è spesso intrecciata con quella della fine dell’Europa: e non senza ragioni, visti gli esiti nel tempo dell’infelice pace di Versailles. Ora però a Vienna è difficile incontrare epigoni di Roth e di Musil, di Klimt e di Schiele, di Freud e di Wittgenstein: l’Austria piccola piccola inventata a Versailles non produce più grandi geni, ma solo borghesi a loro volta piccoli piccoli. Ad onor del vero non produce neanche credibili epigoni di Hitler. Il problema, infatti, non è Hofer che prende il 35% dei voti al primo turno delle presidenziali: il problema sono i socialisti (e i popolari) che non sanno che pesci prendere al secondo. Per ora lisciano il pelo alla destra. Poi, alla vigilia del 22 maggio, può darsi che sostengano svogliatamente Van der Bellen. Infine raggiungeranno le rive dell’Acheronte, dove avranno tempo di meditare nell’aere senza stelle in cui si muovono quanti vissero senza [...]

14 Mag 2016 • Stefano Ceccanti

Popolo, rivoluzione e costituzione

di Raniero La Valle Per partire, come sempre si deve fare, dal contesto in cui si svolge questo evento, possiamo citare una notizia meravigliosa che si trova sui giornali di oggi: a Palmira, l’an [...]

11 Mag 2016 • Giovanni Bianco

Bindi, Fassina e le ricette della sinistra

Con quali ricette la sinistra italiana risponde alla crisi? Essenzialmente tre: quella della rivincita statalista, quella del rimbalzo socialdemocratico e quella del liberalismo non ideologico. Dal punto di vista del rendimento sul “mercato elettorale” le differenze tra queste ricette sono ad oggi nette: le prime due falliscono, la terza è l’unica ad aver mostrato capacità di successo. Nel [...]

Il Novecento delle "rivoluzioni interrotte"

di Luca Kocci La Costituzione della Repubblica, il Concilio Vaticano II e il ’68: sono le tre «rivoluzione interrotte», o forse non ancora portate a compimento, del secolo scorso e tre momenti cardine del ‘900 che Raniero La Valle racconta nel volume "Quel nostro Novecento", appena pubblicato dall’editore "Ponte alle grazie", intrecciando la sua biografia personale con la storia politic [...]

Monti e il bipolarismo

L’editoriale di Eugenio Scalari su Repubblica del 20 novembre ha almeno un merito. Toglie molti dubbi intorno a un punto sul quale in molti si sono confrontati in questi giorni. Il governo Monti nasce in regime di sospensione del bipolarismo, non certo della democrazia come estremizzando si dice. E su questo tutti siamo d’accordo, incluso Napolitano che si preoccupa di chiarire come occorra to [...]

La lezione attuale di Moro e Berlinguer

di Eugenio Scalfari L´uccisione di Gheddafi, la fine della guerra in Libia e il difficile assetto di quel paese hanno dominato le pagine dei giornali e gli schermi delle televisioni. Non ho esperienza di quei problemi e quindi non me ne occuperò, ma voglio dire che cosa penso della feroce esecuzione del dittatore libico mentre fuggiva da Sirte sulla strada che conduce a Misurata. Concordo con [...]

Scandali, gossip e vanità, ecco i politici del 1862

di Filippo Ceccarelli Nella storia politica il presente assomiglia spesso al passato, però remoto. E a suo modo anche il giornalismo si rispecchia in questa specie di scavalcamento all'indietro, per cui leggendo un vecchio classico come "I moribondi di Palazzo Carignano" di Ferdinando Petruccelli della Gattina, libellista e deputato eccentrico a partire dal cognome, con meravigliato diver [...]

Una sconfitta senza vincitori

  Il primo giorno del dopo Berlusconi, il primo giorno dopo la fine di un’era durata troppi anni, riempie l’animo di sentimenti contraddittori: un misto di sollievo e allegria da una parte e dall’altro insoddisfazione e inquietudine. In molti avremmo voluto poter gioire di questa fine con l’entusiasmo spontaneo e liberatorio che coronò il lungo testa a testa del [...]

Esentio perpetua et immunitas aeterna: un monumento all'inimputabilità dell'agire politico

Nessuna indulgenza verso Berlusconi. Come prima nessun astio. Nessuna censura a  Napolitano ed a Monti. Napolitano fin qui ha meritato fiducia. Semplice stima del costo politico da pagare alla strategia che oggi si afferma. Non solo non ha ottenuto alcun mandato democratico, ma, fatto senatore a vita, Monti sa sin d'ora che mai sarà chiamato, neppure ex post, a rendere conto al corp [...]