Il fronte del no senza idee per gestire l’eventuale vittoria- dal Foglio di oggi

La logica del referendum costituzionale spiegata a Di Maio e c di Stefano Ceccanti In presenza di un referendum su una precisa questione è del tutto ovvio che si formino schieramenti che su altri temi sono eterogenei, sta nella natura dello strumento e nessuno può stupirsene. Tuttavia questa eterogeneità non dovrebbe arrivare fino alla mancanza di un qualsiasi disegno persino sull’eventuale vittoria del proprio schieramento, come hanno purtroppo già sperimentato gli inglesi. Sta qui, come ha già notato Enrico Morando, la debolezza del fronte del No nel referendum di novembre. Infatti lo schieramento del Sì in caso di proprio successo immagina di proseguire almeno per un po' la legislatura per la gestione degli adempimenti più stringenti della riforma, a cominciare da una legge elettorale per il Senato che sostituisca la norma transitoria, dando così anche il tempo per una riarticolazione del sistema politico. Mentre il Pd ambisce ad essere l’offerta politica di c [...]

23 Ago 2016 • Stefano Ceccanti

Tre obiezioni agli argomenti di Onida sul Corsera

Valerio Onida sul Corsera continua coerentemente (dal suo punto di vista) a battersi contro il sistema a maggioranza garantita con secondo turno di ballottaggio, battaglia che ha iniziato col parere d [...]

20 Ago 2016 • Stefano Ceccanti

le divisioni di Renzi - d.allegranti in foglio 18.08.2016

Le divisioni di Renzi Confindustria, Cisl, Acli, intellò, Mr. preferenze e altri. La conta dei potenziali “sì” al referendum di David Allegranti | 18 Agosto 2016 Roma. Quante division [...]

19 Ago 2016 • Isabella Nespoli

Non sono candidato. Amarezza e stupore per la compressione del pluralismo

E' definitivo. Non sono candidato. Dopo appena una legislatura. Non è servito essere al quinto posto per produttività complessiva di tutti i senatori, secondo del gruppo Pd. Non sono serviti il 95 per cento di presenza alle votazioni, i 719 interventi in Aula e Commissione,, l'essere stato primo firmatario di 33 progetti di legge soprattutto in materia elettorale e istituzionale, [...]

Bersani sulle orme di Berlinguer

Come nel 1972 democraticamente tiepidi: "questo paese non si governa con il 51%" (Bersani 29.12.2012). Come nel 1981 moralmente superiori: se il Pd è "l'Italia giusta", gli altri cosa sono: "l'Italia ingiusta"?   [...]

Roberto Benigni come Emilio Fede

La spudoratezza con la quale sono state esposte spiegazioni fantasiose del testo della Costituzione ... La volgarità della satira a senso unico ... La meschinità con cui il guitto si fa pedagogo ... ... e una differenza: Berlusconi pagava Fede con i soldi suoi, i danti causa di Benigni lo pagano con gli introiti di un canone imposto dallo Stato.   Poteva, una legislatura segnata [...]

Domande

Il debito pubblico sale. Entro quali termini temporali si dovrebbe cominciare a vedere qualche effetto del rigore del governo Monti? Il debito pubblico sale e il nostro spread scende. Come mai? Il ministro Terzi ha dichiarato che nella  vicenda dei "marò" detenuti in India l'Italia è "rimasta sola". Perché non ci sono stati effetti del recupero di credibilità internazionale general [...]

Adeguamento della offerta politica italiana al format europeo-continentale

Se passa il commissariamento del centro-destra italiano da parte del Ppe con mandato a Monti, l'adeguamento al format europeo-continentale della offerta politica italiana tocca un vertice mai raggiunto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Conservatori contro socialdemocratici: CDU contro SPD. La CDU aveva provato a commissariare il Pdl con Tremonti, senza successa, ha dovuto dispiegare u [...]

Il punto è la neutralità

Come testimonia Rodotà sulla "Repubblica" di oggi, intervenendo nel dibattito suscitato dal Card. Scola, il punto è la neutralità dello Stato. La libertà religiosa non tollera alcuna neutralità - neppure da parte del potere religioso, non lo si dimentichi!  -; ogni forma di laicità ha come condizione base la neutralità del potere politico. Teoreticamente la cosa si liquiderebbe facil [...]

La parola agli elettori

Luca Diotallevi è implacabile nel mettere a fuoco luci e ombre della situazione politica che si apre con le quasi dimissioni di Monti. Un bilancio delle cose fatte e di quelle mancate è inevitabile. L'analisi non è molto lontana, nel dettaglio delle misure non nella lettura di sistema, da quella di The Economist, con l'eccezione del tema della credibilità internazionale del paese e d [...]