Cattolici e referendum: riformisti vs resistenti (ancora sull’articolo di Franco Monaco)

di Vittorio Ferla La fine del secolo scorso è stata caratterizzata da importanti transizioni sul piano internazionale (la fine del bipolarismo Usa-Urss in special modo) e sul piano nazionale (l’esaurimento del sistema dei partiti della Prima Repubblica). La transizione italiana è stata lunga e, per molti, non si è ancora completata. Fin dall’inizio, alcuni dei protagonisti di quel periodo hanno scelto di interpretare il ruolo dei ‘resistenti’. Per questo - pur provenendo da famiglie politiche diverse (comunisti, socialisti, cattolici, ecc.) – erano accomunati dal fastidio per il cambiamento e dalla riluttanza verso i tempi nuovi. In questa veste, i ‘resistenti’ di parte cattolica democratica hanno cercato prima di preservare l’unità politica dei cattolici, poi di garantire una funzione terzopolista e autonomista del popolarismo, infine - piuttosto che lasciarsi fagocitare dal populismo mediatico di Forza Italia - hanno dovuto accettare la contami [...]

13 Dic 2016 • Isabella Nespoli

Palude, populismo e SI: ancora su Franco Monaco

Il confronto tra il Sì e il No al referendum è stato molto serrato, anche duro in qualche caso. Non conviene trasformare questa fase di confronto democratico in una resa dei conti, a maggior ragione [...]

12 Dic 2016 • Giorgio Armillei

La mia risposta a Franco Monaco

Dal mio punto di vista segnalo che la riflessione è più debitrice di Duverger e della riflessione della sinistra non comunista francese (compresa quella personalista) sulla crisi della Quarta Repubb [...]

10 Dic 2016 • Stefano Ceccanti

unioni civili- una risposta a Sandro Magister e al cardinal Ruini

di Stefano Ceccanti Sandro Magister ha rilanciato con forza l'intervista del Foglio al cardinale Ruini, critica verso la sentenza della Corte suprema americana, e vi ha aggiunto dosi ulteriori di critica a quei settori ecclesiali ed ecclesiastici che sono possibilisti sulle cosiddette unioni civili distinte dai matrimoni omosessuali, distinte perche' quanto meno evitano la rottura sim [...]

I saggi insegnano al PD che questa costituzione non è la più bella del mondo (su Il Foglio di oggi 28.6.2013)

Il lavoro della commissione incaricata di avviare il processo di riforma istituzionale mostra diversi profili di interesse. Non solo nel merito delle cose ma, per così dire, anche nell’approccio e nella cultura cha saprà esprimere. In altre parole si può pensare che costituisca un banco di prova per l’intera cultura costituzionalistica italiana, se consideriamo che i giuristi egemonizzano l [...]

La fine del bicameralismo?

Prosegue il lavoro della commissione per le riforme istituzionali. Lunedì scorso prima vera seduta tematica. Si affrontano i nodi del bicameralismo. Perché il nostro sistema, unico nelle democrazie avanzate, ha due camere che fanno le stesse cose? E in più sono elette con un sistema elettorale diverso e da una base elettorale diversa? E impiegano complessivamente un numero di parlamentari molto [...]

Una risposta ad Angelo Bertani. I partiti si riformano cambiando la forma di governo.

Accolgo integralmente l’invito di Angelo Bertani http://www.c3dem.it/6774 per una discussione non irrigidita da eccessi di sicurezza e schematizzazioni ideologiche. Non senza timore, visto il peso degli interlocutori, rilancio con un paio di considerazioni. Una prima considerazione. Appare un po’ singolare il percorso argomentativo dei difen [...]

Personalizzazione del potere e istituzioni- rileggere Duverger

"Credo che le persone scelgano male gli indirizzi politici in astratto. Un programma e' inseparabile da chi lo deve applicare. Ogni popolo prova un qualche bisogno di personalizzare il potere. E' necessario che le persone si sentano in contatto con chi governa. Nel nostro sistema parlamentare tutto si trovava astutamente combinato affinche' questo bisogno non fosse mai soddisfatto. [...]

Per il presidenzialismo. Forse ci siamo (da "HuffPost" del 7.6.2013)

Forse ci siamo. Di una prossima riforma istituzionale non si può certo essere sicuri, ma si può essere sicuri del fatto che non Le eravamo mai arrivati così vicino. Dal 1954: perché fu De Gasperi il primo a cercare di dare più potere agli elettori nella scelta del governo nazionale.  E fin dalla prima volta a fare resistenza furono i soliti: centristi vari e la sinistra conservatrice guid [...]

Bersaglio fuori centro. Una risposta a c3dem sul semipresidenzialismo

Fiippo Pizzolato su c3 dem prova a contestare l'ascesa dei consensi al semipresidenzialismo (che, non va dimenticato per i lettori di quel sito, trae alimento da un'elaborazione organica di Jacques Maritain del 1943 e dal forte consenso di Esprit e della sinistra cattolico democratica nel referendum del 1962 come ricorda spesso Jacques Delors) con due argomenti che però sembrano andare [...]