Il populismo nazionale non è di marca cattolico democratica, di Giorgio Armillei*

Le formule giornalistiche fanno storcere il naso agli intellettuali ma spesso colgono nel segno. Fanno in altri termini il loro mestiere, suscitano una salutare discussione, anche quando mettono in luce non tratti pertinenti della realtà ma esattamente il loro opposto, o meglio fanno centro ma colpendo il bersaglio sbagliato. È il caso del pezzo assai interessante di Francesco Cundari su Linkiesta del 13 aprile. In molti si sono esercitati nella ricerca delle radici del populismo politico nazionale. Qualcuno è andato indietro non fino allo scontato “Uomo qualunque” ma al meno lontano ma certamente più influente referendum pannelliano del 1978 sul finanziamento pubblico dei partiti, segnale d’allarme non ascoltato in tempi di ancora apparente egemonia dei partiti di massa. Cundari spiazza tutti con una tesi sorprendente: il populismo nazionale ha avuto un padre nobile nella fascinaz [...]

20 Apr 2021 • Giorgio Armillei

Centosessanta, di Luciano Iannaccone

Con la legge 17 marzo 1861 n.4671, Vittorio Emanuele II assumeva per sé e per i propri successori il titolo di Re d’It [...]

17 Mar 2021 • Luciano Iannaccone

Solo il SI è riformista, di Giorgio Armillei

Ultimi confronti prima del voto sulla riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari. Ancora policy e politics si intrecciano. Prevale ora uno ora l’altro aspetto ma in questi ultimi giorni l’attenzione sembra essersi spostata sui contenuti della riforma. Rivediamo al [...]

Un sì con disincanto, di Giorgio Armillei

Si avvicina il referendum confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari. Sarebbe naturale trovare tutti i liberali, conservatori e riformisti, dalla parte del no in ragione dell’intenzione populista e illiberale della riforma. Ma come spesso accade anche il voto di settembre non riguarda principalmente la policy di riforma costituzionale. Il merito isolato dal con [...]

Elogio dell'Unione, di Giorgio Armillei

Potremmo dire un po’ provocatoriamente che le decisioni del Consiglio europeo del 19 luglio giustificano un elogio dell’Unione europea. E un elogio dell’Unione così come la conosciamo. Anche se questo non significa ovviamente che questa Unione non debba e non possa essere mig [...]

Vittorio Bachelet 40 anni dopo, di Stefano Ceccanti

Come ho vissuto il sacrificio di Vittorio Bachelet nel 1980’Quello era il mio ultimo anno di liceo e l’omicidio di Bachelet veniva dopo anni tormentati; in particolare era ancora dentro di noi il terribile ricordo dei cinquantacinque giorni del rapimento di Aldo Moro e della sua uccisione.Quel cognome [...]

Non è tempo per un good bye, di Giorgio Armillei

Difficile non restare un po' smarriti di fronte all’uno-due con cui The Economist apre il suo numero del 16 maggio. Unione europea e globalizzazione rischiano di saltare o quantomeno di tornare indietro, riportandoci ai tempi delle sovranità statali e delle barriere commerciali. Il che in un quadro di tensioni tra le potenze m [...]

I cattolici e l'antivirus liberale, di Giorgio Armillei

Ora che l’Unione europea ha imboccata la strada giusta - policy europea per un problema europeo di policy, senza doversi trasformare in quello che non vuole e non può essere, un superstato federale; senza doversi scusare per la mancanza di legittimazione democratica che invece c’è eccome, seppure con le forme e le modalità proprie di un livello di governo sovranazionale [...]