Non basta comprare tempo, di Luciano Iannaccone

Riuscendo ad evitare per ora la procedura per infrazione delle regole di bilancio da parte della commissione europea il governo italiano ha “comprato tempo” (Marcello Messori) o “guadagnato tempo” (Guido Tabellini). Ma entrambigli autori, e con loro altri economisti, rilevano che non sarà facile usare bene il tempo residuo a disposizione, che durerà al massimo fino all’estate del 2019. Dentro la manovra di bilancio tante sono le poste al limite dell’irrealtà, a partire dal punto di Pil da introitare con dismissioni pubbliche. Se le si vogliono autentiche, non finte. La crescita del Pil, che il trionfalismo del governo riteneva certa all’1,5% e addiritturapossibile fino al 2% (Paolo Savona), è stata alla fine ridimensionata all’1%, ma sarà influenzata dall’esito critico o negativo della seconda metà del 2018, condizionata  dai primi sgangherati passi del governo gialloverde. Da Di Mai [...]

09 Feb 2019 • Giorgio Armillei

Un lungo inverno, di Luciano Iannaccone

Il governo gialloverde non si arresta sulla brutta china imboccata da più di sette mesi e compendiata in una pessima legge di bilancio, che dà un  significativo contributo [...]

09 Feb 2019 • Giorgio Armillei

Tra Maduro e il Re di Prussia, di Luciano Iannaccone

Se Nicolas Maduro, il sanguinario despota che in nome del nazional-socialismo chavista condanna il Venezuela alla fame ad alla violenza, fosse di estrema destra anziché di es [...]

09 Feb 2019 • Giorgio Armillei

Cinque tesi su PD e Unione europea, di Giorgio Armillei

1. La doppia spinta Come prova a riorganizzarsi l’opposizione al governo nazional-populista? Al netto delle dinamiche di Forza Italia, stretta tra continui annunci di big bang e più concreti slittamenti leghisti dei suoi colonnelli – ché l’elettorato è già andato – le cose cominciano a muoversi nel PD che resta al momento l’unica cosa che nonostante somigli a un’organizzazione pol [...]

Nuovo polo liberale. Cantiere in allestimento, di Giorgio Armillei

Un “paese annichilito” aveva scritto Francesco Clementi fa nei nostri dialoghi landiniani, durante le fasi più convulse della formazione del governo. Un “paese da rifondare” secondo Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della sera, in replica a un non meno drammatico “una repubblica che ha smarrito sé stessa dopo l’omicidio di Aldo Moro” di Giuliano Ferrara su il Fog [...]

Il ricordo di Pierre Carniti, di Giorgio Tonini per Libertà Eguale

Quando cessai il mio mandato di presidente degli universitari cattolici della Fuci (febbraio 1983), Nino Andreatta mi mandò a chiamare e mi propose di andare a lavorare con lui all’Arel. Dopo averlo ringraziato, gli risposi che avevo già accettato una proposta di Pierre Carniti alla Cisl. Non senza imbarazzo, cercai di spiegargli le ragioni di quella scelta: il sindacato, i lavoratori, non pro [...]

Chi ha fatto di più? Chi non se ne vanta, di Luciano Iannaccone

Salvini, galvanizzato dal consenso che lo circonda, ha dichiarato il 17 giugno che ha fatto più il nuovo governo in quindici giorni che il Pd in sei anni, in particolare nell’agire su sbarchi di rifugiati e migranti in Italia. Ha in parte ragione: Il governo, dal 2014, ha avuto molta difficoltà nell’affrontare efficacemente il fenomeno, in cui esigenze di ordine e di equità si intrecciav [...]

L’89 e la globalizzazione: una chiave tripolare, di Luciano Iannnaccone

L’OTTANTANOVE E LA GLOBALIZZAZIONE: UNA CHIAVE TRIPOLARE     Movimenti storici epocali incomparabili per natura e caratteristiche, l’Ottantanove, che dalla Bastiglia a Valmy cambiò il mondo europeo, e la globalizzazione, cioè la forza economica, tecnologica e finanziaria che sta connettendo in modo inedito il mondo dei continenti e degli Stati, hanno in comune un elemento fondamen [...]

Ciao Pierre

Pietro Giordano | landino.it Mentre Giorgio ebbe la fortuna di lavorare in Via Po, con Pierre, io facevo il sindacalista nei cantieri edili in Sicilia. Correva il 25 giugno del 1982, quando si proclamò lo sciopero Generale a sostegno della verten [...]

Letture per il governo giallo verde, di Giorgio Armillei

Parte il nuovo governo giallo-verde. Mattarella ha piazzato qualche paletto più o meno resistente. Gli sbandamenti più pericolosi sono stati al momento evitati. Abbiamo ora le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio. Tra le tante incertezze che si aprono bisognerà vedere, ad esempio, come verranno giocate le partite fondamentali nelle riunioni delle diverse formazioni del Cons [...]