Tutto si tiene

La discussione sui rapporti tra legge elettorale – il cosiddetto Italicum - e riforma della costituzione è molto confusa. Da un lato ci si affanna a dire che la legge non ha nulla a che vedere con il referendum sulla riforma costituzionale: e dunque meglio non parlarne. D’altro ci si scaglia contro l’accoppiata riforma costituzionale / legge elettorale per mostrare come sia meglio andare a votare no, tanto è il segno accentratore e dispotico che ne emerge. Proviamo allora a fare chiarezza e cominciamo con un punto indiscutibile: il 4 dicembre non si vota sulla legge elettorale ma solo sulla riforma costituzionale. La nuova legge elettorale è stata approvata dal Parlamento e sarà sottoposta a un controllo di costituzionalità preventivo, grazie alle nuove regole costituzionali e dunque purché il 4 dicembre gli elettori confermino la riforma. Quindi in un certo senso non parlarne in vista del 4 dicembre è giusto: la legge c’è e la Corte costituzionale ci dirà se è co [...]

01 Dic 2016 • Giorgio Armillei

Si alle garanzie, no ai poteri di veto

Vogliamo tutti un governo più responsabile che decida velocemente affrontando i problemi, che possa essere giudicato per quello che fa e quindi confermato o sostituito per decisione degli elettori. A [...]

30 Nov 2016 • Giorgio Armillei

Scongiurare lo stallo

La recente sentenza della Corte costituzionale sulla legge di riforma della pubblica amministrazione, la cosiddetta legge Madia, tiene banco da qualche giorno sui media. Si è detto che la Corte bacch [...]

29 Nov 2016 • Giorgio Armillei

Il prestigio di Monti in Europa ...

A proposito del supposto prestigio in Europa di Monti, date un'occhiata a come la UE ci ha scaricato nella disputa con l'India. Monti e Grillo continuano a minare la nostra democrazia. Rispettivamente, da dentro e da fuori. Il Pd deve averlo intuito e deve aver rivisto in questa tenaglia antisistema qualcosa delle proprie origini. Senza che si oda voce contraria, si spende compatto [...]

La vocazione minoritaria di Elisabetta Gualmini (da La Stampa, 12.3.2013)

L’ostinata, surreale rincorsa a una «alleanza di combattimento» (già il nome è come il cigolio del gesso su una lavagna nera) con il M5S, l’unica forza politica che esclude per statuto l’offerta di stampelle a qualsiasi partito (figuriamoci a quella «classe politica non credibile che ha portato il paese alla devastazione» così l’on. Bonafede), la dice lunga. Difficile pensare che i [...]

Tutti costituzionalisti

Italiani tutti costituzionalisti, come giustamente ironizza Giovanni Guzzetta. Provo anche io a partecipare con tre pensieri. Suona un po’ ingenuo stracciarsi le vesti sul divieto di mandato imperativo come se ci si trovasse nel bel mezzo del dibattito sette-ottocentesco e non in una democrazia di massa con partiti da democrazia di massa. Per rintuzzare certe semplificazioni provocatorie del [...]

Qualche domanda

1. Dopo l'esplicito attacco all'art.67 della Costituzione (divieto di mandato imperativo come pilastro della democrazia) restano dubbi sul carattere antidemocratico del M5S? (Come mai i cultori della "legalità" e del "sacro testo" tacciono?) 2. Il fatto che si sia così presto arrivati ad un gesto tanto estremo da parte di Grillo non significa che va perdendo il controllo sugli elett [...]

Grillo come l’Algeria (del 1958)

Alcuni tra noi l’avevano detto. C'era un salto generazionale da fare. Un salto anagrafico e un salto culturale. Nella leadership personalizzata, sì, personalizzata come in tutte le grandi democrazie, che parla all’elettorato, non negli apparati che parlano ai militanti. Ma non è servito. Alcuni tra noi l’avevano detto. C'era una risposta credibile da dare: tagliare e liberalizza [...]

Uno sguardo alla scena politica dopo il voto

A me paiono 5 i principali effetti del voto del 24 e 25 Febbraio. 1. Sconfitta (ennesima) inflitta dall'elettorato italiano al centro ed al centrismo. Questa volta si trattava di un centro quanto mai prima d'ora sponsorizzato (presidenza della Repubblica, autorità ecclesiastiche, sindacati, associazioni d'interesse, media, intellettuali ...) e, di conseguenza, quella inflitta è [...]

Una lettera al manifesto di Nino Labate

Cara direttrice,  a casa di mia figlia ho avuto modo di leggere sul Manifesto del 22 febbraio,  “Il Vaticano nelle urne italiane” di Flamigni e Rodotà. Autori verso cui nutro sentimenti di stima. E’ stato il titolo dell’articolo a incuriosirmi. Rimandandomi indietro nel tempo. Quando cioè dopo la Resistenza italiana , i Comitati Civici  “vaticani [...]

Imum et Circenses

  Se qualcuno ha creduto nel ‘ritorno della serietà’ (la sobria – o smorta? - divisa del Professore e dei suoi tecnocrati scolaretti), che come un colpo di spugna ripuliva da corruzione, faciloneria, fanfaronesca demagogia l’Italia incanaglita da vent’anni di berlusconismo, oggi si è risvegliato bruscamente, un paio d’ore dopo la chiusura dei seggi e lo scorrere [...]