Zingaretti, spero di sbagliarmi.... di Pietro Giordano

Tentare alcune riflessioni il giorno dopo le primarie è forse azzardato, ma avendole vissute in prima persona in un circolo di paese, ho potuto vedere e rivedere scene che appartenevano alla mia gioventù, nonostante avessi creduto da tempo che il passato fosse solo un ricordo.

Ho visto gli occhi e i sorrisi di vecchi militanti del PCI-PDS-DS che sono tornati a votare, con spirito di rivincita e in alcuni, con spirito di vendetta per i cinque anni passati e su chi ne è stato protagonista. 

Nelle riunioni di circolo, sono ricomparsi vecchi consiglieri comunali dell'ex partito; ho risentito la parola "compagni"; per fare numero sono apparsi alle urne i figli con facce più che espressive. 

Questo e tanto altro ancora non mi fanno credere che la segreteria Zingaretti salverà l'esperienza riformista condivisa da tanti militanti ed elettori.

Spero di sbagliarmi ma la sua gestione, al di là delle dichiarazioni pubbliche, a mio avviso, punterà dritta ad una riedizione riveduta - corretta solo parzialmente - di esperienze morte e sepolte come l'Ulivo del 3° millennio, con una componente marxiana (quella che considerano egemonica culturalmente) e una componente residuale che raccolga i "moderati", ormai senza leader schierato, che hanno creduto e credono che il futuro sia europeo, liberale, riformista e sostenibile. 

Si riproporrà anche - dopo le elezioni europee e in prossimità del Def prima e della manovra finanziaria poi - un Governo PD-5*, certamente "non voluto" ma subìto, povere anime candide, visto lo scenario politico nazionale che si proporrà nei mesi autunnali e  viste le condizioni economiche del Paese che risulteranno disastrate da scelte dissennate del Governo giallo-verde.

Proprio in questi minuti Di Maio chiede a Zingaretti convergenze sul salario minimo per legge; arriveranno anche le richieste di convergenza sulla destrutturazione (certo parziali, come hanno fatto quota 100....) del Job act, sulla riesumazione dell'art. 18, su Alitalia, ecc.

Di convergenza in convergenza arriveremo ad un Governo giallo-rosso (non romanista...), ma avremo abbandonato un progetto di sviluppo che non prevedeva il ritorno ad un passato, che crede di ripercorrere strade battute un tempo e ancora oggi da ex combattenti e reduci, che se percorse porteranno nel baratro il Paese e con essi i nostri figli e nipoti.

In tutto questo i "Capi Corrente" come Franceschini o gli ex democristiani come Letta o Prodi, fanno solo tenerezza per non usare espressioni poco gradevoli....

Io non abbandono, spero in un'alternativa politica seria e spero di essere smentito dai fatti e non dalle dichiarazioni.


Pietro Giordano


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