Un segno

Venerdì 18 Gennaio 2013 - 13:08
DOMODOSSOLA - Una storia non comune con ampi spazi di riflessione sul valore della vita quella del pastore Walter Bevilacqua, 68 anni. Una vita passata tra le montagne dell'Ossola a curare la terra e gli animali, una morte che forse poteva essere rimandata se solo Walter non avesse confessato al parroco: "Sono solo, non ho famiglia. Lascio il mio posto a chi ha più bisogno di me. A chi ha figli e ha più diritto di vivere". Si riferisce ad un trapianto di rene, lui che ogni settimana si sottoponeva alla dialisi all'ospedale San Biagio di Domodossola. Proprio durante la terapia il suo cuore ha ceduto. Durante il funerale gli alpini, come lui, hanno portato la bara a braccio, e solo durante la funzione il parroco ha raccontato a tutti il gesto d'amore compiuto da Walter. "Sono in molti che aspettano quest’occasione. Persone che famiglia e più diritto a vivere di me. E’ giusto così". "Era proprio come lo descrivono - raccontano le sorelle Mirta e Iside - altruista, semplice. Un gran lavoratore. Sapeva che un trapianto lo avrebbe aiutato a tirare avanti, ma si sentiva in un’età nella quale poteva farne a meno. E pensava che quel rene frutto di una donazione servisse più ad altri".
 

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