E' morto Maurice Duverger: un grazie non formale

La famiglia ha reso noto poco fa che il 17 dicembre è morto Maurice Duverger. L'anno scorso ne avevo ricostruito qui il pensiero su Europa: http://www.europaquotidiano.it/2014/12/22/e-morto-maurice-duverger-padre-della-politologia-francese/ Così lo ricorda oggi "Le Monde": http://www.lemonde.fr/disparitions/article/2014/12/22/maurice-duverger-professeur-de-droit-et-de-sciences-politiques-journaliste-et-editeur_4544800_3382.html Sul sito di radio Radicale si possono ascoltare alcuni dei suoi interventi in Italia, prima che, una quindicina di anni fa, la malattia lo bloccasse: http://www.radioradicale.it/searchx/www?scope=1&query=duverger&groups=22%2C21%2C24 In particolare sono significativi gli interventi al Congresso Fuci del centenario della Federazione (1996), il dibattito con Augusto Barbera, Serio Galeotti per la rivista 2I Democratici" curata da Giovanni Cominelli all'inizio dello stesso anno e il bilancio delle Presidenzilai francesi 1988 con Leopoldo Elia, Fulco Lanchester e Cesare Pinelli. Resta sempre valida la sua lezione sul metodo combinatorio tra diritto costituzionale e scienza della politica, tra l'importanza delle norme (che non sono sovrastrutture) e la loro applicazione (che è connessa, entroo certi limiti, alla strutturazione del sistema dei partiti). Aiutò molto alcuni di noi, impegnati nel movimento referendario, venendo in Italia, in particolare a un Convegno della Fuci a Trento poco dopo la caduta del Muro, ma anche ricevendoci a casa sua dietro la Sorbona, a capire quali riforme elettorali e costituzionali fossero necessarie per superare "la democrazia dell'impotenza" in cui vivevamo e a preparare una nuova offerta politica di centrosinistra oltre gli steccati del primo sistema dei partiti. Aggiungo solo un piccolo aneddoto. In una di queste occasioni gli chiedemmo come, sotto la guida dei domenicani, alcuni di loro avessero scelto la Resistenza, nonostante la forte simpatia inziiale in chiave anti-liberale, anti-Terza Repubblica laicista, dell'intera Chiesa cattolica per Vichy, che coinvolse quasi tutti i vescovi fino alla fine del Regime. Come resistere se la Chiesa riteneva quel regime comunque legittimo? Ci rispose: "il padre Maydieu, il nostro leader spirituale, ci diceva che in alcuni momenti ci possono essere frizioni tra ciò che insegna la Chiesa e la nostra coscienza. La cosa importante è cercare di capire se le nostre posizioni possano ragionevolmente essere fatte proprie dall'intera Chiesa nel giro di una generazione. In effetti una generazione dopo ci fu il Concilio e l'opzione preferenziale per la democrazia".

Condividi Post

Commenti (0)

Lascia un commento