Chiudo gli occhi su questo mondo doloroso, drammatico ma magnifico, di Antoine Sondag

Padre Antoine Sondag per circa 40 anni ci ha accompagnato nel mondo della Jec-Miec in grande amicizia, con la sua intelligenza vivace legata strettamente a una grande umiltà e capacità di ascolto. Vi riproponiamo qui la traduzione del suo videomessaggio di addio.

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Se stai guardando questo video, se stai ascoltando la mia voce, sarà perché sono morto.

Ho il cancro e sembra che il trattamento non abbia avuto successo.

In questo momento, sono animato da tre atteggiamenti che si possono riassumere in tre parole.

La prima parola è grazie.

Grazie a tutti coloro di cui ho incrociato le strade.

Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato.

Grazie a tutti quelli che ho incontrato.

Grazie a tutti coloro che mi hanno permesso di confermare che la vita è bella.

Grazie a chi mi ha regalato grandi cose compresa la vita stessa o piccole cose come le piccole riunioni che compongono il fascino di ogni giorno.

La vita è un dono.

Grazie a chi mi è sconosciuto o resta anonimo, che non vedrà questo video e che non mi conosce ma che mi ha aiutato una volta o l'altra dandomi una mano o un sorriso.

Grazie soprattutto a chi ho dimenticato di dire grazie e che non saprà mai.

Siamo spesso invitati a dire grazie. A chi? Per cosa?

Grazie per essere lì, grazie per la vita.

E noi cristiani diciamo grazie. Spesso siamo invitati a dire grazie e abbiamo anche una parola per dire grazie: Eucaristia.

Il mio secondo atteggiamento in questo momento è chiedere perdono.

Perdono a coloro che ho ferito, intenzionalmente o meno.

Perdono a chi si sente abbandonato, ignorato o non preso in considerazione,

E ancora di più, il perdono di quei tanti che avrei potuto aiutare, a cui avrei potuto dare una mano ma non l'ho fatto.

Tutti i feriti ai margini della strada che siamo invitati ad assistere e, come tanti altri, non l'ho fatto.

Il terzo atteggiamento in questo momento è la speranza.

Niente merita di durare e poco rimarrà, nulla rimarrà della mia vita eppure… Ho quella convinzione, intuizione, speranza, che questa vita non sia stata vana, che la mia vita non sia stata vana anche se non ne resta nulla.

O forse sì, il mio nome, la mia memoria rimarrà nella memoria di colui che chiamiamo Dio.

In questo momento, non ho immagine o rappresentazione di quella speranza.

Non mi preoccupo più di trovare la parola giusta, le immagini giuste, con il rigore del ragionamento o con lo spirito critico che mi ha abitato per tanto tempo.

Ma ora accogliamo, accolgo con favore, la gratuità di ciò che chiamerei, per usare una parola goffa, sopravvivenza.

Accolgo con favore, per usare un'altra parola goffa, quella che chiamiamo Dio, quel Cristo che ci ha aiutato a superare la vita e che ci aiuta anche a superare la morte.

Accolgo con favore quella gratuità, accolgo con favore quel dono.

E forse la mia stessa morte sarà quell'Eucaristia finale, sublime.

Chiudo gli occhi su questo mondo doloroso, drammatico ma magnifico.

Una celebrazione internazionale on line è stata organizzata per il 21 novembre, qui il link:

https://www.icmica-miic.org/2020/11/antoine-sondag/


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