Diritti individuali e unioni civili. Sulla nota della Segreteria di Stato, di Stefano Ceccanti

E' uscita una nota della Segreteria di Stato vaticana che cerca di dimostrare che l'intervento del Papa sulle unioni civili in sostanza non comporterebbe nulla di nuovo. La trovate qui: https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/unioni-omosessuali-papa-nota-esplicativa-del-vaticano-ai-nunzi 

Non mi occupo degli aspetti dottrinali, teologici, ecclesiologici, ecc. che spettano ad altri. Segnalo però che sul piano della legislazione civile, a cui la nota dedica le ultime righe, a me il documento, almeno a prima vista, non pare convincente, soprattutto se si comparano le dichiarazioni del Papa, richiamate anche in questo testo (rilette con la chiave esplicativa per cui ogni testo di legge vada valutato caso per caso), con la nota della Cei del 2007 contro i Dico.

In quella sede la Cei di allora sostenne che andasse respinta una qualsiasi tutela dei diritti che passasse attraverso un riconoscimento dell'unione tra le persone omosessuali in quanto tale, indipendentemente da questo o quello specifico diritto riconosciuto. La formula era quella limitativa dei 'diritti individuali' che peraltro non poteva portare a nessun effetto giuridico concreto perché in tutti questi casi di cui si discute si parla sì di diritti individuali che sono esercitati da una singola persona, ma che per essere riconosciuti non possono che passare attraverso il riconoscimento di quali persone facciano parte delle unioni. http://www.internetsv.info/NotaCei.html 

In ogni caso la novità del papa, che mi pare oggettiva, è tale soprattutto per il Sud del mondo e l'Est Europa perché di fatto nessuno più mette in discussione in Italia la legge sulle unioni civili del 2016 e  in Europa dell'Ovest leggi analoghe.

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