Sul Foglio le risposte ai quesiti di Armillei

http://www.ilfoglio.it/articoli/v/125150/rubriche/renzi-e-ora-cosa-succede-dopo-il-quirinale.htm Renzi al Foglio: "Le riforme con Forza Italia andranno avanti" "Gesto importante di Forza Italia rimanere in Aula". Le parole del premier per spiegare il “capolavoro” su Mattarella e il suo futuro con Berlusconi. E’ stata una giornata e più in generale una settimana di cui Matteo Renzi va particolarmente orgoglioso e parlando nel pomeriggio con i suoi collaboratori il presidente del Consiglio non nasconde di aver messo insieme un’operazione che tatticamente definisce un “capolavoro”. Sia per la forma, sia per il percorso, sia per il risultato finale, sia per il profilo scelto per il Quirinale. Chi ha parlato in queste ore con Matteo Renzi lo ha sentito elogiare il successore di Giorgio Napolitano, Sergio Mattarella, per il suo essere un volto non solo autorevole ma anche particolarmente adatto alla transizione costituzionale che sta vivendo il paese: un presidente che lo stesso Renzi considera in sintonia con lo spirito che si ritrova all’interno delle due riforme più importanti che il governo ha in cantiere in questa fase: riforma elettorale e riforma costituzionale. ARTICOLI CORRELATI Falce e Mattarella Il Nazareno di non belligeranza Le doppie verità del Cav. sul Quirinale. Cronaca di una contorsione strategica Il presidente del Consiglio sa che in molti oggi stanno provando a sottolineare il fatto che l’elezione di Sergio Mattarella al Quirinale possa trasformarsi in un punto di non ritorno per il percorso di collaborazione tra il Partito democratico e Forza Italia ma le parole del presidente del Consiglio su questo punto sono chiare: “Io guardo al lato positivo di quello che è successo oggi e il gesto di Forza Italia di rimanere in aula e votare scheda bianca non è un gesto di scontro ma è un gesto che testimonia una volontà di incontro. Le riforme andranno avanti ma è evidente che il partito di Berlusconi deve capire bene cosa intende fare oggi e io penso che abbia due opzioni di fronte a se: decidere se soffrire nel fare delle riforme che condivide oppure decidere di offrirsi per fare delle riforme importanti e avere così la possibilità di poter raccogliere e condividere i dividendi con noi. Il punto è sempre lo stesso: Berlusconi è ahimé circondato da persone che alimentano uno spirito non costruttivo. Io però oggi sono molto ottimista”. Le ricostruzioni della giornata ci dicono che Matteo Renzi ha raccontato al suo entourage che il nome di Sergio Mattarella era uno dei tanti che avuti in mente negli ultimi giorni, ma non il solo, e in molti sostengono, nel giro renziano, che il vero problema nel rapporto tra il capo del Pd e il capo di Forza Italia è stato legato a un punto in particolare: Berlusconi aveva pensato che convincendo la minoranza del Pd su Amato avrebbe avuto la possibilità di convincere anche Renzi, Renzi aveva in mente un’altra strada e per convincere Berlusconi ha fatto leva sul resto del Parlamento. Il risultato di oggi convince dunque particolarmente Renzi e rafforza anche il governo. Fa emergere una nuova classe dirigente renziana, ibrida, che ha avuto un ruolo importante nel mettere insieme i pezzi del puzzle che ha portato Mattarella al Quirinale (oltre a Orfini, Guerini, Speranza, Lotti, Serracchiani, un ruolo importante lo hanno avuto anche i senatori Gadda, Di Maio, Donati, renziani di seconda generazione) e il pensiero di Renzi, a caldo, dopo l’elezione di Mattarella suona così: avere tre maggioranze non è un problema ma è un punto di forza. La legislatura è più forte. E il patto del Nazareno in fondo è sempre lì.

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