Savonarola Papa? - contra Peyretti

Premetto che a me laicamente per un giudizio sul "presidiente" bastava il conflitto di interessi, figurarsi il resto... Io sono un po' stanco delle beghine dell'ineffabilità del crocifisso a senso unico, che vogliono gerarchie che condannino o assolvano a seconda delle proprie preferenze, e che amano leggersi nelle firme degli appelli, registri qualificanti. 1) davvero vogliamo Savonarola papa? Bertone che guidi roghi di decoder e televisori? 2) la stessa gerarchia non dovrebbe allora pubblicamente gridare all'assassino davanti a tutti coloro che si schierano per l'aborto legale o l'eutanasia (in via di legalizzazione in Francia: oggi a Parigi, domani...)? davvero l'immoralità personale di singoli è così peggio del sancire per legge l'accesso o meno ad un livello di dignità umana che consenta di godere del diritto alla vita? 3) nel caso di cronaca specifico, cosa avrei dovuto chiedere alla gerarchia di fronte alla regolamentazione della prostituzione auspicata nella mia città da sinistra? La intangibilità della sfera privata, la riduzione del danno e la dottrina del male minore vanno a braccetto solo se li propone una parte? 4) quanto anche a sinistra si brandisce il crocifisso a scopo politico? quanto si nasconde il vuoto politico - ed anche etico - dietro alle proclamazioni delle indegnità morali vere o presunte altrui? e quanto l'ineffabilità dei simboli religiosi fa gioco alla sparizione del religioso nell'invisibile e irrilevante? Di sicuro Peyretti e Adista (di cui ricordo uno strafalcione giornalistico cosmico, in cui prese un vescovo vetero-cattolico per uno romano-cattolico) mi precederanno nel Regno dei Cieli, se mai mi venisse concesso anche solo di sostare sulla soglia dello stesso. Ma ricordiamoci, prima di buttare la religione in politica, che prima di Pyretti e me, evangelicamente, dobbiamo aspettarci che entrino quelli che amiamo disprezzare, tutti.

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