Leonardo Becchetti

6AGO2014 Il secondo semestre e i dati che non migliorano I dati del PIl italiano sono come largamente atteso e previsto su queste colonne da tempo deludenti. Abbiamo passato gli ultimi mesi ad appassionarci ad un diversivo (la riforma del senato) mentre il tema centrale era come evitare l’iceberg della crisi economica. Come in una gigantesca rimozione le prime pagine dei giornali hanno cercato di appassionarci al duello Renzi-Berlusconi-Grillo sulla riforma del senato trascurando la questione centrale. E’ vero che le procedure contano ma i contenuti sono ancora più importanti. Se arriva un malato grave in ospedale la prima cosa è la somministrazione della cura mentre l’animato dibattito se è il caso di comprare nuove siringhe o cambiare le procedure che regolano la priorità al pronto soccorso per quanto importante viene comunque dopo. Come è arcinoto il Sud Europa si trova in gravissima difficoltà in un’area euro con misure (politica fiscale, monetaria del cambio) costruite su misura per la Germania. I compiti a casa non bastano assolutamente. Dobbiamo certo migliorare il sistema paese ma è un’illusione pensare di potercela fare solo con questi e di diventare in rapido tempo come i tedeschi. Se Nibali ed un modesto passista decidono di fare un giro insieme in bicicletta l’idea di fare lo Stelvio al passo di Nibali non è l’idea migliore per tenere coeso il gruppo. E se il passista pensa di poter con un po’ di gamba recuperare il gap con Nibali è ancora più grave. Pensare di fare una manovra di bilancio in pareggio per trovare le risorse per ridurre in modo sostanziale le tasse sulle imprese è pura follia. La Spagna che ha registrato dati migliori nel secondo semestre ha negoziato lo sforamento del rapporto deficit/PIl per lo stesso obiettivo è ora ad un rapporto deficit/PIl del 7%. In queste condizioni dobbiamo innanzitutto liberarci della camicia di forza del pareggio in bilancio che ci siamo autoimposti. Per questo i referendum antiausterità di cui sono promotore vanno firmati e sostenuti. Il dovere morale di questo governo è alzare il livello di conflitto e con la Germania per costruire un’Europa diversa. Lavorando sulla simmetria delle penalità per surplus e deficit commerciali, per la mutualizzazione del debito o per il varo di progetti di ristrutturazione con intervento della BCE come nel PADRE di Wyplosz, per l’armonizzazione fiscale tra i paesi membri, per una politica monetaria stile FED. Chi ha il coraggio di andare a dire a Bruxelles che senza questi cambiamenti l’area Euro del Sud muore ? Senza di noi l’euro è a serio rischio. Un po’ di potere contrattuale dunque ce l’abbiamo. Usiamolo

Condividi Post

Commenti (0)

Lascia un commento