In realtà, cosa ci resta?

Alla fine è stato un pubblico ministero presidente del Senato, pubblico ministero in servizio sull'intero territorio nazionale sino ad un attimo prima della propria candidatura, a portare a compimento la procedura di decadenza da parlamentare di Berlusconi, raggiunta con le procedure che sappiamo. Chi vuole difendere Berlusconi si accomodi. Secondo me dal 2010 aveva cessato di essere un attore primariamente politico, e per sua scelta. Tuttavia un'altra domanda si impone. Un Pd mai più plasticamente di oggi "partito dei magistrati" e "partito del Quirinale", ovvero di due poteri irresponsabili, in che senso è ancora un fenomeno politico?   Ora resta Renzi, per provare a ricucire politica e democrazia. Un Renzi sempre più vago e sempre più unico. In questa emergenza democratica (oltre che economica, sociale, ...) "cosa resta di Renzi?" è una domanda che viene solo dopo un'altra domanda: "cosa resta a Renzi?". Eletto segretario (mettiamo anche dal 50%+1 di 2 milioni di partecipanti alle primarie) come controllerà i gruppi parlamentari del Pd? In realtà, a noi, cosa resta?

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