15 ottobre alla Sapienza: Paolo VI e la terza ondata democratica

Dipartimento di Scienze Politiche- Università la Sapienza Mercoledì 15 ottobre 15-19 (settimana di beatificazione di Giovanni Battista Montini)- Sala delle Lauree “Paolo VI, Il Concilio Vaticano II e la terza ondata democratica.” Introduce e presiede Fulco Lanchester, Direttore Dipartimento di Scienze Politiche Relazione di Gianfranco Pasquino, Un. Bologna: il fattore religioso nella Terza Ondata di Huntington riletto 25 anni dopo la caduta del Muro; Discussant: Oreste Massari, Un. La Sapienza Relazione di Marco Damilano, L’Espresso: Giovanni Battista Montini-Paolo Vi e la Dc nella ricostruzione di Pietro Scoppola; Discussant: Umberto Gentiloni, Un. La Sapienza Relazione di Pamela Harris, John Cabot University: Gli influssi giuridici americani sulla libertà religiosa al Concilio Vaticano II e il discorso di Paolo VI all’Onu; Discussant Luca Diotallevi, Un. Roma 3 Relazione di Carlos Garcia de Andoin, Diocesi di Bilbao, Istituto di teologia e pastorale: Le conseguenze dell’opzione preferenziale per la democrazia del Concilio sulla transizione spagnola; Discussant Gianluca Passarelli, Un. La Sapienza Con Francesco si ritorna a Montini? Confronto tra Gianfranco Brunelli, Il Regno e Luigi Accattoli, Corsera. Conclusioni: Stefano Ceccanti, La Sapienza Traccia tematica 1. Il libro di Samuel Huntington del 1993 su “La terza ondata democratica” (in particolare alel pagg. 951/08) segnala che essa è iniziata in Paesi cattolici (Spagna e Portogallo, poi Polonia e Ungheria, per non parlare di Cile, Brasile, Corea del Sud e Filippine) anche per influsso delle acquisizioni del Concilio Vaticano II (opzione preferenziale per la democrazia nella “Gaudium et Spes” e per la libertà religiosa nella “Dignitatis Humanae”). Gianfranco Pasquino, nell’Introduzione all’edizione italiana di due anni dopo, pur condividendo il giudizio, si chiede però se col nuovo pontificato e lo sviluppo concreto delle transizioni non ci sia stata una parziale regressione, una minore fiducia nella democrazie. Cosa dire a quasi vent’anni di distanza? 2. A loro volta, però, le novità conciliari in cui Paolo VI da papa svolge un ruolo decisivo (come dimostrano i volumi di Giovanni Turbanti sulla Gaudium et Spes “Un Concilio per il mondo moderno” e, ancor più, di Silvia Scatena sulla Dignitatis Humanae “La fatica della libertà”, specie in relazione al discorso all’Onu (http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/speeches/1965/documents/hf_p-vi_spe_19651004_united-nations_it.html) erano il risultato di due esperienze storiche: le Democrazie Cristiane (specie quella italiana di cui Giovanni Battista Montini era stato uno dei promotori più autorevoli in alternativa a Tardini e rispetto alle perplessità di Pio XII) e quella americana di “religious freedom” in cui era stata possibile l’elezione di Kennedy, il primo esponente della minoranza cattolica. La prima però non sopravvive all’evoluzione post-conciliare crolla in Italia specularmente alla fine del comunismo a sinistra e non si afferma altrove) mentre il secondo modello sì, anche se con tensioni significative dentro il modello, legate anche al cambiamento delle nomine episcopali. 3. Il caso spagnolo è forse più interessante perché non solo i documenti conciliari delegittimano il Regime, ma attraverso le nomine dei vescovi Paolo VI deliberatamente accompagna la transizione democratica. Cambiando pontificato cambia anche il segno delle nomine e si riattizzano su entrambi i versanti, Chiesa e sistema politico, conflitti molto marcati di principio, dando argomenti alla notazione di Pasquino. Ed ora? 4. L’interrogativo oltre a Usa e Spagna riguarda anche e soprattutto l’Italia in cui è stata dominante, anche rispetto agli stessi documenti conciliari, la retorica dei cosiddetti “principi non negoziabili” fino all’attuale pontificato. Ma la consegna di un discorso di Paolo VI ai vescovi italiani da parte di Francesco, insieme a vari altri atti che puntano più a una presenza di lievito e di mediazione che non di scontro non segna una forma di ritorno a quel punto di partenza?

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